Franco Angeli è nato a Roma nel 1935.
Inizia a dipingere da autodidatta, attratto dall’arte astratto-materica, sperimentando tecniche e materiali diversi, alla ricerca del superamento dell’informale. Tra i principali artisti della Pop Art Italiana, fece parte della “Scuola di Piazza del Popolo” con Mario Schifano e Tano Festa.
Il suo iniziale approccio all’arte è fortemente influenzato e condizionato dall’amicizia nata con Alberto Burri. Angeli rimane profondamente affascinato dall’opera di quest’ultimo, tanto da riprenderne la matericità, realizzando opere con pezzi di bende di cotone, nylon da cui emergono icone, immagini e simboli dai chiari riferimenti romani, nazisti, fascisti o comunisti, per poi dedicarsi alla fine degli anni sessanta al simbolismo iconico legato all’imperialismo americano.
Nei primi anni settanta Angeli, continuando la ricerca sul dato reale, apre la propria pittura alla serie di “Paesaggi”.
Negli anni Ottanta, Franco Angeli supera il periodo del simbolismo e inizia a dedicarsi alla figurazione. Iniziano, infatti, a comparire nei suoi paesaggi «gli aeroplanini, infantilmente gioiosi, che portano la morte nel Vietnam», che sembrano richiamare i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Appaiono anche capitelli, piazze deserte e marionette. Proprio il tema della “marionetta”, spesso ricorrente a partire dal 1984, è quasi un autoritratto che sembra preludere agli ultimi anni della sua vita.
Angeli, difatti, si spegnerà a Roma il 12 novembre 1988.