Alessio Calega, classe 82. Dopo gli studi ha portato avanti il suo percorso artistico affrontando il tema delle “ossessioni”. Ho usato spesso un approccio scenografico. Avvicinare le due arti è stato sempre piuttosto basilare per il suo lavoro. Il binomio Pittura-Teatro è sempre stato un’ottima chiave di lettura, come l’utilizzo di certi medium: pelli, tessuti e legni, che hanno un segno profondo in lui. Riscrivere con qualcosa di già scritto. Questi gesti ripetuti nel tempo trovano un’armonia nei contesti che vuole rappresentare e lo stesso osservatore deciderà come interpretare, in base al momento, una lettura. Vedere unione dove c’è separazione, emozione dove c’è imperturbabilità. Stillare il quesito nel fruitore lo spinge ad affrontare con maggior decisione e dedizione la costruzione pittorica di situazioni sia emotive che di vita, con la chiave rappresentativa dei cuori o degli specchi diventa sempre opera nuova e attuale.
“Quando un mio lavoro ha smosso emozioni totalmente opposte in persone totalmente differenti, è un’opera perfettamente riuscita”.